• Antichi spazi al servizio dell'arte e della creatività


  • UNA SCELTA A DIFESA DELLA STORIA E DELLA CULTURA

    A metà strada tra la storica piazza del Sedile e via Fiorentini, nella contrada in cui ha sede il centro culturale La scaletta, durante i lavori di ristrutturazione di una abitazione settecentesca, è emerso un sito rupestre che, nei suoi 40 metri di profondità , percorre 1000 anni di storia materana. L’antica chiesa di San Giorgio al Paradiso ha prima lasciato il posto ad un frantoio con i suoi dolii e poi, nel ‘700, ad una cantina per la pigiatura dell’uva e lo stoccaggio delle botti. Il sistema di recupero delle acque è visibile con i suoi canali intatti e con le cisterne intonacate di coccio pesto.

    I pozzi, il solco lasciato dal mulo che trainava la macina, la splendida statua di San Giorgio, il palazzotto gentilizio, fanno rivivere secoli di storia locale.

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  • Da vedere


    • La vecchia chiesa

    • Il frantoio

    • Le Antiche Cisterne

    • I canali dell'acqua

    • La cantina

    • Il labirinto

Fino al ‘600, fuori le mura della civita, nel Sasso Barisano, fra la contrada di San Vito e quella di S. Maria la Vetera, esisteva la medievale contrada di S. Giorgio al Paradiso il cui nome era legato all’omonima chiesa rupestre. Anticamente questo luogo era caratterizzato da terrazzamenti con ipogei e orticelli, da spazi aperti e luce, sebbene con tutti i limiti del suo orientamento a settentrione.

Col passare del tempo, l’umida e inospitale chiesa rupestre cambierà destinazione d’uso e sarà sconsacrata: inizialmente sarà destinata alla realizzazione di un trappeto oleario, poi a cellario per la pigiatura dell’uva e la conservazione dei vini. Del manufatto rupestre verrà abbattuta l’aula che sarà sostituita da un ambiente in muratura sul quale si costruirà , nel ‘700, un palazzotto. In seguito, la contrada subirà notevoli alterazioni dei suoi spazi: dove erano orti e cortili saranno eretti, sul lato settentrionale e su quello occidentale, corposi palazzi gentilizi che infosseranno il sito privandolo della sua ariosità .

Con la scomparsa della chiesa rupestre il nome della contrada subirà una contrazione diventando più semplicemente il Paradiso. Oggi se ne definiscono due ambiti: Recinto Primo e Recinto Secondo Paradiso.